Cappuccini a Novara

SAN NAZZARO DELLA COSTA

Fonti storiche del 1124 e, successivamente del 1155-1157, documentano la presenza di chierici a San Nazzaro "de coste", ma si è certi dell'esistenza di una chiesa, posta al di fuori delle mura cittadine e dedicata al martire (milanese) Nazzaro, sin dal X secolo.

Nel 1256 si trasferiscono in San Nazzaro le Clarisse di San Pietro di Cavaglio: è loro il merito d'aver riedificato la chiesa e costruito il convento. Ne sono ancora visibili le tracce: il piccolo chiostro e la suddivisione della chiesa in tre navate. Le monache lasciano San Nazzaro nel 1265 per trasferirsi all'interno delle mura cittadine nel Monastero di San Domenico, mantenendo però diritti di proprietà sul convento e le sue terre per quasi due secoli. Appartiene a questo periodo l'affresco raffigurante una Deposizione. Le decorazioni risalenti al decennio 1330-1340 sono da attribuirsi a pittori di scuola giottesca, quelle del 1346 a Giovanni Jacobi di Como, attivo nel medesimo periodo a Firenze in Santa Croce.

Nel 1444 il vescovo di Novara, Bartolomeo Visconti, cede San Nazzaro ai Frati Minori Osservanti di San Francesco. Tale periodo è caratterizzato dal diffondersi degli Ordini Mendicanti e dall'opera dei predicatori itineranti, che proponevano una religiosità più pura, legata ad una concezione di Chiesa attiva, povera e spirituale. Tra loro si distingue la figura di San Bernardino da Siena. In seguito alla sua predicazione, in tutto il novarese si costruiscono conventi e chiese a lui dedicati: la tradizione vuole che la fondazione del Convento si debba al santo senese, ed è proprio in questo periodo che San Nazzaro raggiunge l'apice del suo splendore. Tra il 1470 e il 1500 ca., una serie d'interventi, resi possibili grazie alla generosità di alcune nobili famiglie novaresi, tra le quali i Tornielli, modificano in maniera sostanziale la struttura sia della Chiesa sia del Convento. Preziose decorazioni si aggiungono a quelle già esistenti. I pilastri che dividevano la chiesa in tre navate vengono abbattuti e lasciano il posto ad un ampio presbiterio e al coro. Si realizzano le cappelle laterali, con volta a stella cordonata, ed impostati i maestosi archi a sesto acuto che, con le loro strutture, a dir poco ardite, contraddistinguono l'intero edificio. Nello stesso periodo vengono edificati i due chiostri. In epoca successiva, gli interventi risultano chiaramente di stampo rinascimentale: le piccole finestre ogivali, poste sulla facciata della chiesa, vengono sostituite da due ampie finestre rettangolari, mentre il porticato, situato sul fianco del presbiterio verso il chiostro, si arricchisce di ampie volte a crociera sostenute da leggere ed armoniose colonne. Vera peculiarità degli affreschi di San Nazzaro è il linguaggio figurativo, che si discosta nettamente dalle esperienze, locali per seguire i modelli lombardi, creando un'originale testimonianza all'interno della panorama artistico novarese del '400. Degna di nota è la maestosa Crocifissione, nel catino absidale, restaurata nel 1975, che richiama uno dei temi principali della devozione francescana: ai piedi del Cristo la Maddalena, S. Giovanni Evangelista, S. Antonio da Padova e S. Bernardino da Siena. Quest'ultimo regge il simbolo, più volte rappresentato all'interno della chiesa e del convento, raffigurante il sole ed il monogramma IHS, Iesus Hominum Salvator: Gesù Salvatore degli uomini. Di notevole importanza il restauro che nel 1985 ha riportato alla luce l'affresco del frontespizio della seconda cappella sul lato destro: vi è raffigurata la scena dell'Annunciazione che, grazie ad un magistrale "gioco" di prospettive, da' l'impressione di trovarsi di fronte ad un'architettura reale abitata da figure che vivo no in uno spazio simile al nostro. Le immagini dell'arcangelo e della Vergine sono poste simmetricamente ai lati di un inginocchiatoio a leggio. Alle spalle della Vergine, una rustica sedia impagliata sostituisce il trono caratteristico dell'iconografia classica, ponendo l'accento sulla spiritualità rigorosa ed ascetica propria della Regola francescana. L'opera risale alla fine del XV secolo.

Nel 1626, papa Urbano VIII cede il convento ai Frati Minori Riformati i quali non apportano alcun restauro o abbellimento di rilievo. Essi vi rimangono fino al 1810, anno delle soppressioni napoleoniche.
L'intero complesso, soggetto a degrado e a continue depredazioni (la chiesa addirittura trasformata in fienile!), passa prima a privati e successivamente all'Ospedale Maggiore di Novara.

Nel 1923 il Consiglio Municipale di Novara promuove il recupero artistico della Chiesa e del Convento stipulando, nel '28, una convenzione tra l'Ospedale Maggiore (attuale proprietario dell'immobile) e i Frati Minori Cappuccini della provincia religiosa di Alessandria. Essi entrano ufficialmente a San Nazzaro nel 1929 e tuttora vi risiedono.

ALBUM DI FAMIGLIA NOVARESE

ILLUSTRI CAPPUCCINI A NOVARA

Monsignor Leone Ossola - Nato a Caluso (Torino) il 12 maggio 1887 è ordinato sacerdote nel 1909. E' parroco di S. Lorenzo al Verano in Roma nel 1922. Eletto vicario apostolico di Harrar per la missione Galla (Etiopia) il 17 ottobre 1937 con il titolo di vescovo di Salona. Nominato il 19 ottobre 1943 Amministratore apostolico della diocesi di Novara, fu Vescovo di Novara dal 9 settembre 1945. Si prodigò durante la Resistenza, salvando molte vite umane e la città lo ricorda con un monumento e il titolo di "Defensor Civitatis". Rinunciò per motivi di salute alla sede vescovile il 12 giugno 1951. Eletto arcivescovo titolare di Gerapoli, morì all'Ospedale Fatebenefratelli di Brescia il 17 ottobre 1951. E' sepolto in Cattedrale a Novara.

padre Osmund Maria Graff - Nato a Koblenz (Germania, regione della Renania-Palatinato) diventa frate nella Provincia Cappuccina di Renania-Westfalia. Dal 1941 al 1950 è insegnante di Sacra Scrittura presso lo Studentato Teologico di Novara. Durane la II Guerra Mondiale a lui si deve la liberazione di molti prigionieri o la revoca della loro condanna a morte. Nel 1945 è a fianco di monsignore Leone Ossola nelle difficili trattative tra il Comando tedesco e i Partigiani, evitando alla città di Novara un'inutile battaglia. Muore il 13 agosto 1997 a Munster.    

 

ALBUM DI FAMIGLIA

padre Guglielmo Esposito - Nasce a Zanica il 20 febbraio 1921 e diventa frate il 28 luglio 1940. Dopo un breve periodo quale vice direttore dello Studentato di Tortona, nel 1949 parte missionario in Eritrea. Nel 1952 è uno dei primi sette missionari della nuova Missione nel Ubangi-Congo, dove annuncia il vangelo e costruisce scuole, dispensari e chiese. Nel 1987 rientra in Italia ed è destinato cappellano del cimitero di Novara e confessore in S. Nazzaro. Muore a Novara il 4 maggio 2009.

fra' Siro Negri - Nasce a Trovo il 18 gennaio 1922 e diventa frate il 17 luglio 1939. Questuante e cuoco, si prendeva cura della Chiesa adornandola con addobbi floreali da lui stesso creati. Preghiera e lavoro caratterizzano tutta la sua vita. Muore a Novara il 27 febbraio 2011.

fra' Fiorenzo Zucchetta - Nasce a Melazzo il 25 ottobre 1917 e diventa frate il 31 ottobre 1933. Questuante in vari conventi, per oltre sessant'anni risiede in S. Nazzaro. Lieto e povero, ha saputo guadagnarsi la benevolenza delle persone che incontrava. Muore a Novara il 25 dicembre 2012.

padre Roberto Zappa - Nasce a Milano il 23 dicembre 1959 e diventa frate l'8 settembre 1982. Impegnato nella pastorale giovanile e vocazionale, dà vita all'accoglienza dei giovani nel convento di Varzi. Le sue qualità intellettuali e spirituali gli meritano la stima dei confratelli, che gli affidano incarichi di responsabilità: annuncia il Vangelo nelle missioni al popolo; è guardiano e formatore nello Studentato di Novara S. Nazzaro, è parroco in Novara Sacro Cuore e per due volte è eletto dai confratelli Ministro provinciale. E' promotore dell'unione delle Province di Torino e di Alessandria. Coltiva con assiduità lo studio e la ricerca teologica, che riverbera nella predicazione e nella scrittura di testi per rappresentazioni teatrali. Nella grave malattia che ne stronca la vita si mostra disponibile alla volontà divina, testimone di solida fede. Muore a Missaglia, in casa della sorella, il 16 agosto 2014.