Evangelizzazione

Evangelizzazione

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che hanno contemplato e che le nostre mani hanno toccato del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. (Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 1,1-4)

I frati che vissero con Francesco, sanno molto bene come ogni giorno, anzi ogni momento affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Cristo; con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con Lui. La bocca parlava per l'abbondanza dei santi affetti del cuore, e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro, traboccava anche di fuori. Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra. Quante volte, mentre sedeva a pranzo, sentendo o pronunciando lui il nome di Gesù, dimenticava il cibo temporale e, come si legge di un santo, "guardando, non vedeva e ascoltando non udiva". C'è di più, molte volte, trovandosi in viaggio e meditando o cantando Gesù, scordava di essere in viaggio e si fermava a invitare tutte le creature alla lode di Gesù. Proprio perché portava e conservava sempre nel cuore con mirabile amore Gesù Cristo, e questo crocifisso. (Dalla Vita Prima di Tommaso da Celano, 115 – FF 522)

La nostra Fraternità, obbedendo allo Spirito del Signore e alla sua santa operazione, adempie nella Chiesa il debito di servizio verso tutti gli uomini, annunziando loro il Vangelo con l’opera e con la parola. (Dalle Costituzioni OFMCap IX – 146, 4)


Annuncio del Vangelo

Gli uomini e le donne del nostro tempo corrono il grande rischio di vivere una tristezza individualista, isolata anche in mezzo a una quantità di beni di consumo, dai quali comunque tanti restano esclusi. Spesso prevalgono stili di vita che inducono a porre la propria speranza in sicurezze economiche o nel potere o nel successo puramente terreno.

Dopo duemila anni, si constata che Gesù è tornato ad essere uno sconosciuto in tanti Paesi anche dell’Occidente… Anche nei nostri paesi, anche tra noi e vicino a noi…
In alcuni luoghi si è prodotta una desertificazione spirituale, frutto del progetto di società che vogliono costruirsi senza Dio…

«I cristiani hanno il dovere di annunciare il Vangelo senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile. La Chiesa non cresce per proselitismo ma "per attrazione"» (Evangelii gaudium, 14).

Noi frati del Piemonte abbiamo accolto questo invito a voler far parte di questa fraternità specifica, con l’impegno fondamentale di vivere e annunciare il Vangelo.
«Gesù – ha detto papa Francesco – forma subito una comunità di discepoli che è una comunità missionaria. Ma lo scopo non è socializzare, passare il tempo insieme ma annunciare il regno di Dio. E annunciare il regno di Dio è urgente, anche oggi. Non c’è tempo da perdere in chiacchiere, non bisogna aspettare il consenso di tutti, bisogna andare e annunciare. A tutti si porta la pace di Cristo, e se non la accolgono, si va avanti. Ai malati si porta la guarigione, perché Dio vuole guarire l’uomo da ogni male. Quanti missionari fanno questo! Seminano vita, salute e conforto alle periferie del mondo. Che bello è questo! Non vivere per se stessi ma vivere per fare il bene» (Angelus del 7 luglio 2013).

Insieme, "in fraternità" e "come fraternità" per "uscire", per andare verso le periferie e annunciare il suo Vangelo… Vorremmo che ognuno si sentisse amato da quel Dio che ha donato il suo Figlio per noi e che ci ha mostrato il suo amore senza confini. Vorremmo che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano…

Le Missioni parrocchiali

Le missioni parrocchiali sono una proposta per il cammino di fede delle comunità cristiane che può rinnovare, vivacizzare, trasformare la vita stessa della parrocchia da riuscire a dargli un volto missionario.

Le missioni parrocchiali del terzo millennio non servono solo per procurare un po' di ossigeno sacramentale o per dare una semplice spintarella cultuale ai parrocchiani già evangelizzati, ma dovrebbero riuscire a realizzare una vera e propria rivitalizzazione globale dell'intero organismo parrocchiale, in vista di un progressivo impegno missionario di tutto il popolo di Dio presente nel territorio.

C'è bisogno oggi di esperienze nuove, diverse dalla solita routine di una fede fatta di abitudini e paure, di ripetute tradizioni e atteggiamenti scontati.

La missione al popolo può essere quella ventata di novità che porta a cercare, rinnovare, entusiasmare.

Oggi è tempo di cambiamento: da una fede abitudinaria e devozionistica ad una fede autentica, illuminata, matura e generosa… da una parrocchia centrata e, talvolta, chiusa su se stessa ad una Chiesa aperta al mistero e al servizio del Regno nel territorio, insieme alle altre parrocchie sorelle... dalla prassi di "sacramentalizzazione" al primato dell'Evangelizzazione con la centralità assoluta della Parola di Dio, da approfondire con passione insonne e da portare nelle strade e nelle case dove la gente spesso è sola, soffre e si dibatte in una visione di vita senza speranza… dal clericalismo alla corresponsabilità dei laici e del popolo di Dio che non si può tenere eternamente in stato di infantilismo... dall'attivismo talvolta frenetico perché più facile e gratificante al coraggio di fermarci per pensare, per riflettere, per abbandonarci alla sapienza della preghiera e alla contemplazione amorosa del mistero della Croce…

 

E-mail: frarobertodona@libero.it

Proposte per i giovani

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. (Dal Vangelo secondo Giovanni 1,35-39)

 

Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore benedica te…
(Benedizione a frate Leone – FF 262)

 

Intraprendendo anche forme nuove di apostolato, dedichiamoci con sollecitudine particolare a coloro che sono lontani dalla fede e dalla pratica religiosa nonché a quanti, per la loro condizione di vita, (desiderano particolare) cura pastorale, come i giovani… (Dalle Costituzioni OFMCap IX – 149, 3)

 

Se vai alla ricerca di un'acqua che non inganna la tua sete, se puoi credere che Dio ha un cammino assolutamente nuovo e originale per te, se ti preme scoprirlo per accogliere responsabilmente il dono della chiamata di Dio, puoi metterti in ascolto del Crocifisso che a San Damiano parlò ad un giovane come te: Francesco d'Assisi.
Oggi anche tu, come allora, puoi fare la stessa esperienza di libertà ascoltando la Parola che salva e che libera il cuore da ogni oppressione.

Ti proponiamo di regalarti alcuni giorni qui a Novara…
La nostra fraternità di Frati Cappuccini vuole farti vivere la stessa esperienza di Francesco e di Chiara. Camminando insieme… "Vieni e vedi!"

 

CORSO DE I DIECI COMANDAMENTI, LE DIECI PAROLE

"La fede è roba da bambini e da vecchiette!"
…Quanti di noi, sinceramente, la pensano così.
No! La fede è per uomini e donne che hanno il desiderio di assaporare appieno il gusto della vita. Per questo abbiamo lanciato una sfida alla mentalità comune.
A marzo del 2014, nel convento dei Frati Cappuccini di San Nazzaro, abbiamo fatto partire il corso dei Dieci Comandamenti. È un percorso, dedicato principalmente ai giovani, che attraverso una serie di catechesi a sfondo biblico e di taglio esistenziale, ci invita a tornare all'essenziale, a prendere sul serio la vita e la sua domanda di significato, a misurarsi (per essere misurati!) con la bellezza e la verità della rivelazione ebraico-cristiana.

Ma… perché i Dieci Comandamenti?
Siamo nell’epoca della scienza e della tecnica, ma ci rendiamo conto che pur studiando tanto, sappiamo poco. Abbiamo un analfabetismo esistenziale, ogni scelta è incerta, e si vive a casaccio. Abbiamo perso le istruzioni per l’uso. Adoperiamo la vita, il corpo, l’affettività, l’amicizia, il tempo, come un elettrodomestico sconosciuto, spingiamo i bottoni a caso. La felicità sembra un incidente fortuito, e l’alchimia della vita pare ineffabile. Ci troviamo ad essere "pecore senza pastore" (cfr. Mc 6,34), che hanno rifiutato il pastore culturalmente, esistenzialmente, scientificamente.
Proviamo e sbagliamo, ci sembra all’inizio di stare meglio e poi scopriamo di vivere al buio.

Ed ecco che si presenta a noi il benefico momento in cui siamo ridimensionati, ci siamo fatti male, siamo finalmente delusi dalle menzogne…

E iniziamo ad essere destinatari idonei di una parola, quella di Chi diceva che sono "beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (cfr. Mt 5,3). Il regno dei cieli si annuncia ai poveri!
La vita ha le sue istruzioni per l’uso, ha la sua filigrana di autenticità.
Noi, annunciatori, sappiamo che nella volontà del Padre c’è la nostra pace, la nostra certezza, e che esiste un uso buono delle cose. Proprio questo sono i 10 comandamenti: la via della pace, la via della sapienza.
Se è vero che bisogna passare dalla Legge alla Grazia, è pur vero che l’uomo che non conosce neanche la Legge è un cieco senza punti di riferimento.

Solo dopo aver ascoltato quello spiffero di angoscia dentro di noi ed esserci accorti che non siamo poi così felici come credevamo di essere, possiamo ascoltare una Parola. Non una teoria o una morale, ma una Parola da innamorati.
Il Cristianesimo non è un’etica. Il Cristianesimo è una persona, Cristo.
I Dieci Comandamenti sono stati applicati da Dio Padre, in primis, a se stesso, e lo abbiamo visto nel corpo crocifisso del suo Figlio Unigenito.
I Dieci comandamenti sono lo stile di vita di Dio.

Ti aspettiamo a Novara

nella chiesa dei Frati Cappuccini di San Nazzaro alla Costa,
a partire dal 22 Settembre 2015,
tutti i lunedì, alle ore 20.45


- Scout (e dintorni) 
Capodanno Francescano

Proposte e cammini

 

I Dieci Comandamenti

 

 È una proposta di cammino per giovani e adulti alla riscoperta della bellezza della fede. Si tratta di un percorso che descrive il fascino delle “10 parole”, suggerimenti di Dio per una vita bella, saporita, autentica e piena. “Venite e vedrete” rispose Gesù a due giovani uomini rimasti affascinati da Lui … Vuoi conoscere il Signore Gesù?

 

La Fraternità si rende disponibile per altri momenti di annuncio della Parola: 

- incontri nelle scuole
- catechesi

 

 

Camminando con la Parola

E’ un’ esperienza particolare, unica… soprattutto per chi ama camminare nella bellezza della natura e leggere la Parola di Dio avendo nel cuore il sapore genuino della vita. Nella maestosa cornice del Piemonte e di altre splendide località italiane.


Accoglienza a gruppi per giornaliere esperienze in convento.