Il primo: Francesco d'Assisi

BREVE CRONOLOGIA DELLA VITA DI FRANCESCO D'ASSISI

Nel Medioevo si dà poca importanza alla cronologia e quindi è difficile avere delle date esatte; è questa la ragione per cui gli Autori difficilmente concordano quando si sforzano di dare una cronologia della vita di Francesco d’Assisi.

1181 - Nasce Francesco; dal 1190 riceve la prima educazione presso la scuola della parrocchia di s.Giorgio.
1194 - Nasce Chiara.
1198 - 1200 Francesco partecipa alla guerra civile in Assisi (che da sede imperiale diventa comune).
1202 - (novembre) Battaglia di Collestrada. Francesco prigioniero a Perugia per un anno abbondante. Malato e riscattato torna ad Assisi. Tra il 1203 e il 1204 soffre di una lunga malattia (FF 323). È l’inizio della sua conversione.
1205 - (primavera) Risponde all’appello del Papa e si aggrega ai crociati. Parte con Gualtiero di Brienne per la Puglia, ma a Spoleto sogna…(FF 1399.1401) e torna indietro.
1205 - (estate) Ultima festa del “Re della gioventù di Assisi” (FF1402).
1207 - (fine)-1208 A s.Damiano gli parla il Crocifisso “Va’, Francesco, e ripara la mia casa…” (FF 1411). Dà dei soldi al prete che ufficia a s.Damiano; in seguito riparerà la chiesetta così come la cappella di s.Pietro e la Porziuncola.
1207 - Si spoglia dei suoi beni (FF 1419) e si veste da eremita. Serve come sguattero in un monastero di benedettini. Ripara s.Damiano. Contatta i lebbrosi e… (FF 1407-1408).
1208 - Il giorno di s.Mattia, presso la Porziuncola ascolta il Vangelo e scopre la sua vocazione alla povertà; cambia abito e comincia a predicare (FF 1427-1428).
1208/1209 - Riceve i primi undici compagni (Bernardo, Pietro Cattani, Egidio, Filippo, Silvestro,…) e assieme predicano il Vangelo.
1209 - Breve regola. A Roma, Innocenzo III approva il loro genere di vita (FF 1458-1460). Dimorano a Rivotorto e poi devono andarsene (FF 1464).
1210 - Si stabiliscono a s.Maria degli Angeli: Porziuncola, culla dell’Ordine. Entra Leone, pecorella di Dio e compagno di Francesco (FF 1465).
1211 - Tenta di raggiungere la Siria ma, dopo una forzata sosta in Dalmazia, ritorna ad Ancona (FF 856).
1212 - Presso la Porziuncola, la notte delle Palme, Francesco accoglie Chiara e, dopo la tonsura, le dà l’abito: è fondato l’Ordine delle Povere Dame (FF 3170-3171). A Roma incontra Giacomina dei Sottesoli.
1213 - Passa la Quaresima in un’isola del lago Trasimeno (FF 1835). A s.Leo riceve in dono la Verna (FF 1898).
1214 - Tenta di raggiungere il Marocco, si ammala in Spagna ed è costretto a ritornare in Italia (FF 419-420).
1215 - Partecipa al concilio Lateranense IV (FF 2630). Incontra s.Domenico (2706). Accoglie nell’Ordine Tommaso da Celano.
1216 - (estate) Da Onorio III ottiene l’indulgenza per la Porziuncola (FF 3392).
1217 - Organizza la prima missione oltralpe e oltremare. Vorrebbe andare in Francia ma è sconsigliato dal card. Ugolino, suo amico (FF 1634.1638).
1219 - Parte per la Terra Santa e incontra il Sultano Malek-el-Kamel (FF 422).
1220 - Lascia l’incarico di Ministro Generale dell’Ordine. (FF 1936)
1221 - Capitolo delle Stuoie e Regola non Bollata (FF 1475).
1223 - A Fonte Colombo (giugno) scrive un’altra regola (la “Bollata”) (FF 1672) che in autunno è approvata da Onorio III. Notte di Natale a Greccio (FF 468-470).
1224 - Il 14 o il 15 di settembre, alla Verna, riceve le stimmate (FF 484-486).
1225 - Sempre più malato di oftalmia. In primavera si ritira un po’ a s.Damiano per curarsi; compone il “Cantico delle Creature” (FF 1592) e si prodiga per la riconciliazione tra il Vescovo e il Podestà di Assisi (FF1593).
1226 - Per cure si reca a Rieti, Fonte Colombo, s.Fabiano, Siena [Piccolo testamento - FF 132] (FF 1564), quindi presso le Celle di Cortona, Nocera e infine verso Assisi. Muore la sera del 3 ottobre presso la Porziuncola (FF 1239). Prima viene sepolto a s.Giorgio. canonizzato il 16 luglio 1228 da Gregorio IX in Assisi. Viene posto nella Basilica eretta in suo onore il 25 maggio 1230.
1253 - 9 agosto Viene approvata la Regola di s.Chiara (FF 3316-3364). 11 agosto Chiara muore (FF 3235. 3240. 3250-3252. 3254).
1255 - Chiara viene canonizzata (FF 3278).

LE BIOGRAFIE DEL PRIMO SECOLO FRANCESCANO

I francescani dei primi tempi si fondarono sicuramente più sulla vita di Francesco che sulle regole scritte. Per questo le biografie sono molto importanti. Esse hanno inteso trasmettere il Francesco della storia e le sue vere intenzioni, seppure le testimonianze sia frutto di precisi momenti storici che possono averle condizionate. Ricordiamo qui le biografie principali:
La Vita prima di Tommaso da Celano: nato da famiglia nobile della Marsica, di Tommaso non si conosce molto. Ha una grande preparazione biblica ed agiografica; è un elegante scrittore latino e forse per questo papa Gregorio IX gli affida l'incarico di scrivere la vita di Francesco. Tommaso si è basato sulle sue conoscenze dirette, sulle parole di Francesco da lui stesso udite, sulle bolle dei pontefici, su fonti orali e scritte diverse.
La Vita seconda di Tommaso da Celano: nata a seguito del capitolo di Genova del 1244 soprattutto per completare alcune lacune e per sanare contrasti nati dopo la morte di Francesco in seno all'Ordine francescano. Giungono altri documenti testimoniali e particolarmente dai tre compagni più vicini a Francesco, Angelo, Ruffino e Leone. Tommaso da Celano completa il racconto biografico e dà un più preciso rilievo ai singoli elementi della spiritualità del Santo. Tommaso da Celano scrisse anche un Trattato dei miracoli fra il 1252 e il 1253, raccogliendo, su sollecitazione del ministro generale Giovanni da Parma, le notizie riguardanti i miracoli operati dal santo.
La Leggenda Maggiore di Bonaventura da Bagnoregio: nato intorno al 1217, da piccolo fu guarito da Francesco, come riporta la sua testimonianza nel Prologo. Entrato nell'Ordine giovane, inizia lo studio della teologia che lo porterà ad essere maestro. Nel capitolo generale del 1260, riceve l'incarico di preparare una biografia ufficiale di Francesco. Raccoglie tutte le testimonianze di cui può disporre, ma non trova molto materiale inedito. Si potrebbe dire che la sua risulta essere un'opera compendiaria delle biografie di Tommaso da Celano, legate da un filo conduttore nuovo: la conformità della vita di Francesco a quella di Cristo. Bonaventura scrive quasi contemporaneamente una Leggenda minore, una sorta di estratto. Nel capitolo generale tenuto a Parigi nel 1266, viene ordinato di distruggere tutte le precedenti biografie di Francesco. In effetti, ciò avvenne. Ma alcuni esemplari rimasero, rari e quasi unici: la Vita prima del Celano venne rinvenuta soltanto nel 1768, mentre la Vita seconda nel 1806 e soltanto nel 1899 venne recuperato il Trattato dei miracoli.
La Leggenda dei tre compagni: si tratta di una biografia sistematica, sicuramente non scritta dai tre compagni e informata dalla biografia di Bonaventura e quindi databile successivamente al 1266. Insieme a questa biografia, citiamo anche la Leggenda di san Francesco di Anonimo Perugino, che non ebbe molta fortuna.
La Leggenda perugina fu scoperta tardivamente nella Biblioteca comunale di Perugia e pubblicata nel 1922. Si data intorno al 1311.
Lo Specchio di perfezione è un tentativo di mettere insieme notizie e memorie che sarebbero dovute pervenire direttamente dai compagni del santo. Pubblicato per la prima volta nel 1898, non se ne conosce l'esatta datazione.
I Fioretti: si tratta di una rielaborazione di un volgarizzatore toscano condotta dopo il 1375 di Atti del beato Francesco e dei suoi compagni scritti fra il 1327 e il 1340 da Ugolino da Montegiorgio. Nonostante alcuni particolari, la sostanza del libro è storica.
Si ricorda qui brevemente anche il Sacrum commercium, opera allegorica più che biografica, di controversa datazione, che suggerisce una teologia della vita francescana come alleanza di Francesco con la povertà.

GLI SCRITTI DI FRANCESCO D'ASSISI

Quasi tutti gli scritti di Francesco d'Assisi sono stati dettati dal santo (e perciò non autografi); però la loro attribuzione non sembra essere messa in dubbio dagli studiosi.

Regole ed esortazioni:

Regola non bollata (1221), che riprende in larga parte l'originale regola (andata perduta) che Francesco mostrò a papa Innocenzo III nel 1210. Questa regola è molto ricca di citazioni evangeliche, ed è la prima regola scritta del santo che ci è pervenuta.
Regola bollata (1223): riduzione in forma più concisa della precedente regola (comprende solo 12 capitoli e sono stati tagliati molti passi evangelici), venne presentata al papa Onorio III, che l'approvò il 29 settembre 1223 con la bolla "Solet annuere".
Testamento (1226): scritto probabilmente alle Celle di Cortona, preceduto dal Piccolo Testamento redatto a Siena nell'aprile 1226, in questo breve opuscolo Francesco rievoca tutta la sua vita, le cui tappe sono state vissute dal santo come un dono del Signore (è frequente infatti l'espressione: «Il Signore mi diede...»). In esso Francesco esorta i propri frati a vivere la Regola, che adesso egli lascia loro in eredità.
Regola di vita negli eremi, scritto tra il 1217 e il 1221.
Scritti alle "povere signore": i testi di queste due lettere (Forma di vita e Ultima volontà) sono ricavate dalla regola di santa Chiara.
Ammonizioni: raccolgono 28 pensieri di Francesco, che secondo gli storici potrebbero essere delle conclusioni di alcune conversazioni dei capitoli celebrati dai frati. Esse trattano vari argomenti.

Lettere:

Lettera ai fedeli: ne esistono due recensioni. La più antica, che è anche la più breve, consta di due capitoli: "Di coloro che fanno penitenza" (che si avvicina molto alla forma di vita originale del santo) e"Di coloro che non fanno penitenza". Nella seconda lettera, più lunga, vengono approfondite alcune tematiche della vita penitenziale.
Lettera a tutti i chierici (1220): in questa lettera Francesco invita tutti i consacrati a rinnovare la propria devozione verso l'Eucaristia e verso le Sacre Scritture, spinto probabilmente dall'eco del recente Concilio Lateranense IV. Identiche tematiche si trovano nella Lettera ai reggitori dei popoli, nelle due Lettere ai custodi e nella Lettera a tutto l'Ordine.
Lettera a frate Leone, autografa di Francesco, oggi conservata in un reliquiario nel duomo di Spoleto.
Lettera ad un ministro (scritta tra il 1218 e il 1221)
Lettera a frate Antonio,con l'invito ad insegnare teologia senza perdere lo spirito di orazione.
Lettera a donna Jacopa: il testo è però di dubbia identificazione. Dalle agiografie si legge che Francesco, pochi giorni prima di morire, avesse fatto scrivere questa lettera per domandare a donna Jacoba de Septem Soliis ("dei sette Sogli") di portargli una tunica, la cera per la sepoltura ed anche dei dolcetti. Prima che la lettera venisse inviata, però, lei stessa si presentò nella casa dove si trovava Francesco con tutto quanto egli aveva richiesto.

Lodi e preghiere:

Saluto alle virtù.
Saluto alla Beata Vergine Maria.
Lodi di Dio Altissimo, autografo di Francesco, cui segue la Benedizione a Frate Leone, conservati nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi.
Cantico di frate Sole, detto anche Cantico delle creature, considerata l'inizio della tradizione letteraria italiana.
Audite, poverelle (Parole con melodia), indirizzata alle suore di San Damiano, scritta in lingua volgare. Questa opera, la cui esistenza è testimoniata dalle agiografie, è stata ritrovata solo di recente e pubblicata nel 1977.
Lodi per ogni ora.
Esortazione alla lode di Dio.
Parafrasi del Padre Nostro.
Preghiera davanti al Crocifisso.
Absorbeat.
Della vera e perfetta letizia.
Ufficio della Passione del Signore.

In passato gli è stata attribuita anche la Preghiera semplice, ma tale attribuzione si è dimostrata erronea.

IL FRANCESCANESIMO

San Francesco d’Assisi (1182-1226), in gioventù figlio di un ricco mercante, sentendosi chiamato da Dio alla conversione del cuore e ad una comunione intima, lascia la famiglia ed ogni bene per seguire Cristo povero e umile. Nei vent’anni che seguono la sua conversione, fa del Vangelo di Cristo il centro della sua esistenza, divenendo, una luce per le sue terre, per tutta l’Italia ed oltre, tanto da meritare l’appellativo di "altro Cristo". Fu tale, infatti la sua unione con il suo Signore "vivo e vero" da riprodurre in ogni suo pensiero, opera ed atteggiamento, l’amore e la mitezza, l’obbedienza e la dedizione al Padre di Gesù stesso.

Molti furono subito coloro che lo seguirono, uomini di Assisi, ricchi, meno abbienti, laici e chierici, che avevano capito che il Vangelo era vero, perché vissuto nella totalità dell’amore e della fiducia in Dio; ma anche donne, tra le quali la nobile assisana Chiara, che con altre compagne formò la comunità delle Povere Dame, dette poi, dal nome di lei, "Clarisse": esse assunsero poi la forma di vita claustrale, non cessando mai, però, di vivere poveramente, e di condividere con i poveri il poco di cui vivevano.

I FRATI

I seguaci di Francesco furono in seguito organizzati in una Fraternità detta "Ordine dei Frati Minori" la cui regola, approvata nel 1223 è rimasta immutata fino ad ora. Diversa, invece la modalità di incarnarla, tanto che, ad oggi, si contano tre famiglie di Frati Minori:

I Frati Minori Conventuali, corrispondenti all’organizzazione che fecero dell’Ordine Fr. Elia da Cortona e successivamente San Bonaventura da Bagnoregio.

I Frati Minori, risultanti dall’unione, operata nel 1897, di tutte le piccole riforme dette dell’"Osservanza" che dalla fine del XIII secolo e poi nei due secoli seguenti ad opera soprattutto di San Bernardino da Siena hanno preso le mosse dalla vitalità inesauribile del Vangelo, vera regola di vita dei Francescani.

I Frati Minori Cappuccini, nati intorno al 1520 dal desiderio di vivere radicalmente la Regola e il Testamento di San Francesco, raccolsero molti frati dalle altre famiglie e si sviluppò enormemente in Italia e in tutta Europa già dal primo secolo di vita. Loro caratteristica fu da subito, oltre che la sequela di Cristo povero, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità, un’accentuata austerità e povertà, e la preghiera contemplativa prolungata. La predicazione semplice ed il tratto affabile hanno, fin dall’inizio della riforma, favorito i Cappuccini nell’entratura presso ogni ceto di persone, specialmente i poveri, le popolazioni rurali, ma anche i quartieri più popolosi delle città, tanto da meritarsi l’appellativo di “frati del popolo”. In Piemonte sono presenti in 14 case, tra cui Novara, Convento di San Nazzaro della Costa.

LE CLARISSE

Il secondo ordine francescano nacque nella notte della Domenica delle Palme, fra il 28 o 29 marzo 1211 o il 18 e il 19 marzo 1212, quando Chiara, fuggita dalla casa del padre, Favarone dei conti di Coccorano, si recò alla Porziuncola di Assisi dove Francesco le tagliò i capelli, come segno di consagrazione e ricevette il velo monastico: affidata inizialmente alle benedettine, allorquando venne raggiunta dalla sorella Agnese e da altre compagne la comunità si trasferì negli umili locali vicini alla chiesetta di San Damiano (ecco perché inizialmente sono chiamate: Povere Dame di San Damiano o Damianite).

Quello delle clarisse è un ordine monastico claustrale le cui religiose si dedicano prevalentemente alla preghiera contemplativa.

Ogni monastero costituisce una comunità autonoma ed è retto da una badessa eletta a tempo determinato; è generalmente sottoposto alla giurisdizione vescovile ed è legato sul piano spirituale all'ordine maschile dei frati. E' ramo prezioso e portante della famiglia francescana.

Alla fine del 2005 i monasteri delle clarisse erano 562 e le monache 7.565. Oltre a Santa Chiara le clarisse hanno avuto molte figure importanti: Santa Coletta, S. Agnese di Praga, Santa Caterina da Bologna, Santa Camilla Varano, Santa Eustochia da Messina, Santa Veronica Giuliani, ecc.

IL TERZ'ORDINE

La vocazione a vivere il Vangelo integralmente propria di Francesco e dei suoi seguaci non riguardò da subito solo le modalità di vita consacrata (frati e clarisse), ma fin dagli inizi, Francesco propose a chi viveva nel secolo, cioè nel mondo (laici e sacerdoti diocesani), , cioè nel mondo. Nel 1221 sorsero i “Fratelli e Sorelle della Penitenza”, più tardi chiamato “Terz’Ordine Francescano" ed ora denominato "Ordine Francescano Secolare".

L’Ordine Francescano Secolare "si configura come un'unione organica di tutte le fraternità cattoliche sparse nel mondo e aperte ad ogni ceto di fedeli, nelle quali i fratelli e le sorelle, spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare, con la Professione si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di San Francesco e mediante questa Regola autenticata dalla Chiesa" (dalla Regola OFS 1,2). Anche questa Fraternità che vivendo nel mondo si ritrova periodicamente per condividere l’esperienza di vita evangelica, per formarsi e pregare insieme, vive la sua fecondità spirituale da quasi otto secoli e ha ricevuto una nuova regola conforme ai tempi da papa Paolo VI nel 1978. In Piemonte consta di 48 fraternità.

È presente anche a Novara presso il convento di San Nazzaro, la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e quella di Sant’Andrea.